LA GUERRA DEI MONDI DI ORSON WELLES

La guerra dei mondi di Orson Welles – Versione Italiana

IL CINEMA

FILMOGRAFIA DI ORSON WELLES

The Hearts of Age (1934) – cortometraggio

Girato nel 1934 dall’allora diciannovenne Welles. Qui interpreta la grottesca figura della Morte e a cui partecipa anche la moglie Virginia Nicholson, nel ruolo di un’anziana gentildonna. È un breve film muto in 16 mm., dal contesto simbolico e drammatico, si ispira all’opera di registi dell’epoca, da Erich von Stroheim a Luis Bunuel, ai surrealisti francesi. Già in questo cortometraggio, si nota come la composizione dell’immagine caratterizzi in maniera evidente la tecnica registica di Welles e come la accompagni nel suo svolgersi. L’immagine presenta luci forti, in contrasto con sequenze oscure più delineate, e ricca di elementi scenografici che ne rendono l’aspetto barocco e ridondante. In The Hearts of Age, Welles appare come un vecchio, anche se ha solo 19 anni e nel futuro dedicherà sempre una particolare attenzione al make up, già ad iniziare da Quarto potere.

Troppo Johnson (Too Much Johnson) (1938) – cortometraggio

Too Much Johnson è il secondo film scritto è diretto da Orson Welles. Il film fu fatto tre anni prima che Welles girava Citizen Kane,ma non è mai stato proiettato e nessuna copia è sopravvissuta.

Il film durava 40 minuti e Welles voleva creare un film muto nello stile di Mack Sennett cioè una “slapstick comedies”.

Quarto potere (Citizen Kane) (1941)

Quarto PotereQuarto potere è il primo lungometraggio diretto da Orson Welles. Liberamente ispirato alla vita del magnate statunitense William Randolph Hearst. Quarto Potere è considerato uno dei migliori film della storia del cinema. L’American Film Institute l’ha giudicato il miglior film americano di sempre. Quarto potere fu una pietra miliare anche per la forza con la quale sottolinea la centralità del regista, “autore” nel senso pieno del termine, rispetto all’allora dominante studio system.

Il film narra la vita del magnate della stampa Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), incapace di amare se non “solo alle sue condizioni”, con la conseguenza che egli fa il vuoto attorno a sé e rimane solo all’interno della sua gigantesca residenza (Xanadu), dove muore abbandonato da tutti. Welles, servendosi di una sequenza di flashback (sei, compreso il cinegiornale), mostra i frammenti della vita del magnate, quasi fossero i pezzi di un gigantesco puzzle (rompicapo che metaforicamente appare più volte nel film). Allo spettatore è lasciato il compito di ricomporre – in tutta la sua complessità – la personalità di Charles Foster Kane.

Ma si tratta di uno sforzo vano, poiché i frammenti della vita di Kane non permettono di comprenderne l’intima essenza, se non a chi fu testimone dell’unico fatto – di fondamentale importanza – che determinò il trauma di Kane: l’allontanamento dai genitori, fortemente voluto dalla madre allo scopo di affidarlo alla tutela di un uomo d’affari, incaricato di amministrare la sua smisurata eredità. Kane, giovanissimo erede di una colossale fortuna, venne così strappato al suo mondo d’infanzia. Da adulto concepirà l’amore come possesso, non come dono, e ciò lo condurrà inesorabilmente alla disperazione e all’isolamento.

L’orgoglio degli Amberson (The Magnificent Ambersons) (1942)

Orgoglio degli AmbersonsIl film si basava sull’omonimo romanzo di Booth Tarkington,di cui aveva realizzato gia alcune trasposizioni per la radio. La carriera di Welles venne stroncata dall’insuccesso del film, che lui disconobbe per il rimontaggio da parte dei produttori della Rko Pictures, durante la sua assenza (si trovava in Brasile per girare il documentario It’s All True per rafforzare le relazioni interamericana e scongiurare l’alleanza del paese latino con l’Asse). Essi, preoccupati dall’esito disastroso delle proiezioni-test, massacrarono la pellicola arrivando a tagliarne 43 minuti ed a far girare a Freddie Fleck un finale più rassicurante, adatto ai tempi di guerra.
Anche l’assenza di Welles come attore diminuì l’appetibilità del film.
In seguito Welles vide rescisso il suo contratto con la Rko e poté girare solo un altro film a Hollywood (La signora di Shanghai, 1948), prima di venire cacciato come autore maledetto dal sistema degli studios.

Terrore sul Mar Nero (Journey into Fear) (1943) – non accreditato, co-regista con Norman Foster

Terrore sul Mar Nero è un film noir del 1943 di Norman Foster, con Joseph Cotten, Dolores del Rio e Orson Welles: è un film distribuito dalla RKO Pictures. È basato sull’omonimo romanzo di Eric Ambler, con la differenza più rilevante nel protagonista, che nel film diviene un ingegnere americano.

Lo straniero (The Stranger) (1946)

Film didascalico e fortemente influenzato da un montaggio risibile (tagli della censura compresi) ma splendidamente recitato (la prova di Robinson è superba) anche se enfatizzata da una regia sopra le righe. Welles dà comunque il meglio di sè soprattutto nelle sequenze finali, un tardivo riflesso di espressionismo visivo. Regia superba e gestione della luce fondamentale nella riuscita della suspence

La signora di Shanghai (The Lady from Shanghai) (1948)

The Lady from ShanghaiOrson Welles è anche protagonista di film, assieme a Rita Hayworth (all’epoca moglie del regista)e ad Everett Sloane.
É tratto dal romanzo If I Die Before I Wake di Sherwood King. Girato nel 1946, uscì due anni dopo perché l’allora capo della Columbia Harry Cohn non si capacitava della trasformazione che Welles aveva compiuto su Rita Hayworth, , oltre che primadonna della casa cinematografica. Il regista l’aveva infatti dipinta come una dark lady spietata e senza scrupoli. a i pregi de “La signora di Shanghai” vanno, ovviamente, oltre. E’ tutta l’aura che ammanta questa pellicola ad avere un impatto efficacissimo: un fascino oscuro che promana dalle caratterizzazioni dei personaggi e dalla costruzione scenica di gran parte delle ambientazioni.
Ogni primo piano rivela un dato peculiare del soggetto inquadrato: di Michael (un “adorabile sciocco”) l’ingenuità mista al disorientamento indotto dal progressivo (e imprevisto) disvelamento delle personalità; di George il suo essere luciferino; di Rita l’aspetto conflittuale tra la tensione al male e quella all’amore; di Arthur il contrasto tra un senso di sopraffazione e possessività e quello, opposto, di soggezione riveniente dal suo sentimento nei confronti della donna amata.
Bellissime, inoltre, quelle inquadrature che, ora dal basso ora dall’alto, riprendono in certi frangenti i dialoghi tra Michael e George, mettendo in risalto sia l’ambiziosità sia la follia dei piani “diabolici” del secondo.
Un “noir” indimenticabile, giocato su un intreccio di intrighi che si risolvono in una serie di omicidi aventi per vittime gli stessi artefici, visti negativamente, nella similitudine degli squali, come animali famelici destinati ad un reciproco annientamento.
La chiusa, nella sua forma didascalica, è la giusta conclusione per un’opera dall’impianto narrativo imperniato sulla voce fuori-campo.

Macbeth (Macbeth) (1948)

Tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.
Il film fu girato in tre settimane, dopo quattro mesi di prove, utilizzando scenografie di cartone per minimizzare i costi di produzione. Il personaggio di Macbeth è interpretato da Welles stesso. Welles in realtà in questo film è fortemente innovatore, coraggioso fino alla spudorata temerarietà, geniale, e scavezzacollo: trasforma un po’ di cartapesta in uno scenario espressionista; usa senza ritegno l’effetto nebbia e l’inquadratura dal basso; riesce a creare miracolosamente scene di massa… insomma è bravissimo ed affida per il resto alla sua recitazione la riuscita dell’opera. “Prima di tutto, conta la mente di chi crea l’opera, e poi viene tutto il resto, ed anche i mezzi si piegano al genio.

Otello (The Tragedy of Othello: The Moor of Venice) (1952)

OthelloDurante il periodo delle Repubbliche Marinare, Otello, detto il moro di Venezia, viene inviato dal doge a difendere la roccaforte di Cipro dai musulmani, dopo il su matrimonio con la bella e nobile Desdemona.
Avendo scelto Cassio come aiutante, Otello provoca invidia e gelosia nel perfido Jago, che comincia ad insinuare dubbi sulla fedeltà della moglie.
Con un artificio, il subdolo Jago crea l’incidente del fazzoletto di Desdemona. A questo punto l’ingenuo Otello gli crede e folle di gelosia, soffoca la moglie con un cuscino. Ma la verità viene a galla e Jago smascherato e condannato a morte. Otello non resiste però al rimorso e si suicida. La tragedia è una delle più belle e coinvolgenti mai scritte da Shakespeare e lo spettatore si ritrova in un vortice di tensione senza fine pur già sapendo come andrà a finire. Geniale l’apertura con i funerali di Othello e Desdemona e le musiche, espedienti che danno da subito il senso di un destino tragico ormai compiuto e già dal principio inevitabile. Capolavoro.

Rapporto confidenziale (Mr. Arkadin) (1955)

L’infernale Quinlan (Touch of Evil) (1958)

The Fountain of Youth (1958) – cortometraggio

Il processo (Le procès) (1962)

Campanadas a medianoche (1965)

Storia immortale (The Immortal Story) (1968)

The Golden Honeymoon (1970) – cortometraggio

The Deep (1970) – cortometraggio

London (1971) – cortometraggio

L’altra faccia del vento (The Other Side of the Wind) – incompiuto (1972)

F come Falso (F for Fake) (1976)

Girando Otello (Filming Othello) (1978) – documentario

Don Quijote de Orson Welles (1992) – incompleto

È tutto vero (It’s All True) (1993) – documentario

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